Economia
18 Aprile 2024Dopo il calo registrato lo scorso febbraio, a marzo il clima di fiducia delle imprese torna ad aumentare rimanendo comunque al di sotto della quota raggiunta a gennaio 2024
I dati Istat indicano che a marzo l'indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce da 97 a 96,5 mentre l'indicatore del clima di fiducia delle imprese sale da 95,9 a 97. «L'evoluzione negativa del clima di opinione dei consumatori sintetizza il deterioramento sia del clima personale (da 95,2 a 94,6) sia di quello corrente (l'indice cala da 97,0 a 96,0); il clima economico rimane sostanzialmente stabile (da 102,0 a 101,9) e quello futuro registra un incremento marginale (l'indice passa da 97,1 a 97,2). Quanto alle imprese, l'indice di fiducia aumenta in tutti e quattro i comparti economici indagati, seppur con intensità diverse» sottolinea l'Istituto di Statistica.
Nel comparto dei servizi di mercato, si osserva un aumento di tutte le componenti ad eccezione delle attese sugli ordini che sono riviste in diminuzione. Con riferimento al commercio al dettaglio, tutte le variabili registrano una dinamica positiva; si segnala che l'indice di fiducia aumenta nella grande distribuzione (da 98,6 a 103,8), mentre cala nella distribuzione tradizionale (da 109,7 a 108,8). In base ai giudizi forniti dagli imprenditori del comparto manifatturiero sui fattori negativi che condizionano l'export, nel primo trimestre 2024 si stima un lieve aumento della percentuale di imprese con difficoltà nell'export.
«Dopo il calo registrato lo scorso febbraio, a marzo 2024 il clima di fiducia delle imprese torna ad aumentare rimanendo comunque al di sotto della quota raggiunta a gennaio 2024. L'aumento dell'indicatore complessivo rappresenta un diffuso miglioramento della fiducia in tutti i comparti economici indagati» commenta l'Istat.
Commentando i dati Istat sulla fiducia di consumatori e imprese, il direttore dell'Ufficio Studi Mariano Bella, ha sottolineato che «i dati sul clima di fiducia nel mese di marzo sono lo specchio di una situazione in cui prevale l’incertezza. I movimenti al ribasso (famiglie) e al rialzo (imprese) sono, infatti, sintesi di elementi in cui si confrontano percezioni di una situazione attuale non brillante e attese, non sempre univoche, di un contenuto miglioramento. Sul sentiment delle famiglie pesano i timori di un andamento meno favorevole del mercato del lavoro e l’attenuarsi del contributo positivo dato dal rapido rientro dell’inflazione.
Dal lato degli imprenditori, pur registrandosi un generalizzato miglioramento della fiducia, permangono importanti differenze tra i diversi segmenti produttivi con un deterioramento del sentiment tra gli operatori del commercio tradizionale e del turismo. Tutto sommato, le valutazioni odierne vanno lette con moderato ottimismo, nel senso che i dati reali convergono su uno scenario di forte rallentamento dell’attività economica mentre le percezioni appaiono resilienti, modificandosi solo marginalmente. In altre parole, poteva andare peggio» ha concluso Bella.
TAG: IMPRESE,ISTAT,MARIANO BELLAPOTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
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