L’Associazione Nazionale Magistrati e Fipe-Confcommercio sottoscrivono un protocollo per diffondere legalità e consapevolezza sui rischi per chi somministra alcol ai minori. L’unico vero antidoto alla mala movida, che stravolge i centri storici e le periferie di molte città italiane, è la consapevolezza sui rischi, di natura penale, amministrativa e sanitaria, che corrono da un lato i consumatori, anche minorenni, troppo spesso protagonisti di notti alcoliche sregolate che mettono a repentaglio la loro stessa salute, dall’altro i gestori dei locali, non sempre consci delle conseguenze legali di alcune loro scelte.
Quali sono i rischi se si viene trovati a somministrare alcol a un minore di 16 anni? E quali altri se si vende o somministra un superalcolico a una donna incinta? Inoltre, se si ordina un cocktail alcolico, mentendo sulla propria età, in quali tipo di sanzioni si incorre?
Domande meno scontate di quanto si possa pensare. Per diffondere legalità e buoni comportamenti, Fipe-Confcommercio, la Federazione comparativamente più rappresentativa dei Pubblici esercizi italiani, e l’Associazione Nazionale Magistrati, che rappresenta il 90% circa dei 9.657 magistrati italiani, hanno deciso di collaborare. La ANM, attraverso la XV Commissione “Educazione alla legalità” - presieduta da Giacomo Ebner - promotrice dell’iniziativa, affiancherà Fipe in una serie di attività di sensibilizzazione nei confronti di clienti e gestori dei locali. “Bevi consapevolmente!”, il titolo dell’intesa siglata oggi nella sede della Anm dal presidente, Giuseppe Santalucia, e dal presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani.
L’idea è quella di coinvolgere istituti scolastici e universitari nella predisposizione del materiale formativo sui corretti comportamenti da adottare. Inoltre, è prevista la diffusione dei materiali realizzati nel progetto #BereConsapevole, tra cui la ‘Guida al servizio per un consumo consapevole’ predisposta dalla Federazione in collaborazione con Federvini. Un pamphlet che analizza il fenomeno del consumo di alcol sia dal punto di vista del gestore del locale, che da quello dei consumatori, e punta a diffondere una serie di buone pratiche da adottare.
«I pubblici esercizi italiani – sottolinea il presidente della Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani – da sempre puntano sulla qualità della loro offerta e sulla professionalità del personale. Siamo convinti che solo attraverso le competenze e una costante attività di formazione e sensibilizzazione degli operatori, sia possibile arginare un fenomeno dilagante quale è quello della mala movida, lontana dalla nostra cultura e dalle nostre tradizioni, che è quotidianamente alimentata da chi vende e/o somministra, spesso abusivamente, alcol a basso costo o infrangendo leggi e regole. Siamo particolarmente contenti che questa responsabile posizione abbia raccolto l’interesse dell’Associazione Nazionale Magistrati, con la quale avviamo questo percorso di collaborazione con l’obiettivo di favorire una socialità corretta e coerente anche con i valori etico-morali, attenti cioè al benessere delle persone, contrastando eccessi e devianze che alimentano poi disagio sociale e malattie alcol correlate».
«L’Associazione nazionale magistrati – osserva il presidente Giuseppe Santalucia - è impegnata da tempo in una serie di iniziative volte a stimolare la collaborazione con società civile, parti sociali e istituzioni per sensibilizzare cittadine e cittadini sui temi della legalità, della convivenza civile, del rispetto dei diritti di tutti e della tutela della salute. Perché oltre ad applicare, rispettare e far rispettare le leggi dello Stato nell’interesse collettivo, la magistratura è chiamata a confrontarsi con una società in continua evoluzione e siamo convinti che il nostro lavoro contribuisca al benessere della collettività. Per questo, avviamo con entusiasmo la collaborazione con Fipe, volta a promuovere comportamenti responsabili e consapevoli tra i gestori di pubblici esercizi e tra i consumatori di alcol, soprattutto minorenni, pur nel rispetto della libertà d’impresa e delle esigenze di svago e divertimento, ma convinti che il rispetto delle regole e della salute possa favorire una movida più sana e una qualità della vita migliore per tutti. Oltre ad evitare spiacevoli episodi».
Fonte FIPE
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