Attualità

08 Luglio 2022

Turismo, bene la prima metà del 2022

Il presidente di Federalberghi però tuona: bisogna riabituare la gente a lavorare


Turismo, bene la prima metà del 2022

Continua il buon momento del turismo italiano: a maggio le presenze negli hotel sono aumentate del 33,4% rispetto al 2019 (+13,5% gli italiani, +45,8% gli stranieri) dopo il +10,5% registrato ad aprile. A dirlo è una recente indagine di Federalberghi, Nexi e Zucchetti.

Nei primi cinque mesi dell’anno, però, il totale delle presenze resta ancora inferiore rispetto ai livelli pre-pandemia (-3,1% per gli Italiani e -6,8% per gli stranieri). In ripresa anche le spese dei  turisti, cresciute a maggio 2022 del 13,7% sullo stesso mese del  2019 (+25,6% per gli Italiani e +9% per gli stranieri).

«Confidiamo che le buone performance fatte segnare dalle vacanze di Pasqua e dai ponti del 25 aprile e del 2 giugno siano state anticipazioni di un'estate positiva e che la seconda parte dell'anno consenta di lenire almeno in parte le ferite inferte alle imprese da due anni tragici, che vogliamo al più presto metterci alle spalle», commenta Alessandro Massimo Nucara, direttore generale di Federalberghi.

Tuttavia c'è qualcosa che in questo quadro apparentemente positivo non funziona. «È un controsenso avere un Paese con il 10% di tasso di disoccupazione e non trovare personale da nessuna parte. Non è solamente il reddito di cittadinanza ma bisogna trovare una soluzione al più presto». Ad affermarlo è il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, per il quale è necessario «fare controlli più stringenti soprattutto per le classi che ne hanno bisogno, per i padri di famiglia che hanno perso il lavoro ma soprattutto bisogna riabituare la gente a lavorare.

Basta con il dire che certi lavori gli italiani non hanno più voglia di farli e che bisogna aumentare i flussi degli stranieri. Nel settore alberghiero non c'è un problema di stipendi bassi ma di costo azienda: per dare mille euro netti a un lavoratore il costo per l'azienda è di 30mila. Bisogna intervenire pesantemente sul cuneo fiscale, cioè bisogna mettere più soldi in tasca ai lavoratori senza aumentare i costi del lavoro per l'azienda, e almeno detassare gli straordinari, detassare alcune parti dello stipendio per chi ha voglia di lavorare».

Sono sempre di più i casi di albergatori che si sentono rispondere no a offerte di lavoro da giovani. Prendendo il reddito di cittadinanza e facendo gli extra in nero nei week end (non negli alberghi), lavorano otto giorni al mese e portano a casa 1.400-1.500 euro. Le conseguenze sono che gli alberghi non riescono a riempire al 100% le camere e noi oggi dobbiamo rinunciare a clienti, a fatturato, a Iva a tasse per la mancanza di personale» conclude Bocca.

TAG: ALESSANDRO MASSIMO NUCARA,BERNABÒ BOCCA,FEDERALBERGHI,TURISMO

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