Logistica
27 Gennaio 2023Una grande incognita per le aziende della logistica
Il ritorno delle accise dal primo gennaio ha determinato una nuova e inesorabile crescita del costo dei carburanti. A poche ore dalla fine dello sciopero dei benzinai si teme che con l’embargo ai prodotti petroliferi russi, a partire dal 5 febbraio, mancherà il 30% del gasolio consumato in Europa, l’unico continente che in questi ultimi anni ha tagliato la sua capacità di raffinazione.
«La crescita dei prezzi dei carburanti, spiega Simona Benedettini, economista dell’energia in un articolo sul Corriere della Sera a cura di Fausta Chiesa, non ha a che fare con la speculazione, ma è essenzialmente dovuta a una condizione di eccesso di domanda causata da un rallentamento degli investimenti nella produzione dei combustibili e, più in generale, a colli di bottiglia nell’offerta di petrolio e nella raffinazione che riguardano soprattutto il gasolio. È un dato comune a tutti i Paesi Ue. Al netto delle imposte, la media nell’area euro dei prezzi di benzina e gasolio è salita. Poi le accise fanno il resto».
Quando si va dal distributore però si pagano prezzi che spesso vanno oltre l’aggiunta dei 18 centesimi delle famose accise rimesse dal primo gennaio. La colpa non è delle quotazioni sui mercati internazionali: un barile di petrolio costa circa come un anno fa e meno rispetto alla fine di dicembre. A salire sono altre due voci che incidono sui prezzi: il costo di miscelazione dei biocarburanti nei carburanti fossili (passato da 5,5 a 6 centesimi al litro), e i "delta" che le compagnie applicano ai rivenditori. Balzelli che hanno effetti soprattutto sulle «pompe bianche», cioè le stazioni di servizio indipendenti.
«La lunga filiera della logistica dei carburanti, chiarisce Azzurra Pacces, esperta di petrolio della Staffetta, si sta preparando al “corto” di prodotto. Con l’embargo alla Russia scattato il 5 dicembre 2022, aver perso la fornitura di greggio degli Urali è un problema per l’approvvigionamento raffinerie europee, in particolare per quelle tedesche e per quelle sul Baltico. Dal 5 febbraio, quando scatterà l’embargo anche sui prodotti raffinati come il gasolio, la situazione peggiorerà ulteriormente. I rivenditori all’ingrosso prevedono problemi e si stanno portando avanti».
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