Economia
30 Agosto 2023La situazione del sud italiano resta critica ma alcuni segnali lasciano ben sperare in un futuro più roseo
A trainare la crescita del Pil del 2023 saranno le regioni del Nord ma il Sud è sulla via del riscatto. Nonostante il Mezzogiorno sia destinato a rimanere la ripartizione geografica che in Italia registrerà l'aumento del Pil più contenuto (+1% circa rispetto al +1,1 nel Centro e al +1,2% circa nel Nord), supererà comunque quello della Francia (+0,8%) e della Germania (-0,3%) che ormai è in piena recessione tecnica.
A rilevarlo è l'ufficio studi della Cgia di Mestre che calcola la media semplice del tasso di crescita di Parigi e Berlino al +0,25% stimando quindi che il nostro Sud crescerà quattro volte più di Francia e Germania messe assieme.
Secondo l'ufficio studi della Cgia, il "riscatto" del Sud e in generale del nostro Paese è ascrivibile ad almeno tre fenomeni:
Il primo riguarda l'entità degli aiuti messi in campo dagli ultimi esecutivi per fronteggiare a livello nazionale la crisi pandemica e gli effetti del caro-energia. Tra ristori, contributi a fondo perduto, cassa integrazione, bonus economici, assunzioni nella sanità, etc., tra il 2020 e il 2022 sono stati erogati almeno 180 miliardi di euro. A questi vanno aggiunti altri 91 miliardi che nel 2022-2023 sono serviti a mitigare i rincari delle bollette di luce e gas. In buona sostanza, in quest'ultimo quadriennio lo Stato ha erogato oltre 270 miliardi di euro che sono riusciti, in buona parte, ad "anestetizzare" le difficoltà economiche piovute addosso agli italiani in questo inizio di decennio.
Il secondo, invece, riguarda la ripresa dei consumi delle famiglie che, nel biennio 2021-2022, hanno interessato soprattutto il Mezzogiorno.
Il terzo è riconducibile al forte aumento degli investimenti fissi lordi avvenuto nel Sud che, grazie anche alle risorse messe a disposizione dal Onrr, ha interessato, in particolar modo, il comparto delle costruzioni.
Nonostante i segnali positivi, osserva tuttavia la Cgia, la situazione generale del Sud rimane ancora critica. Come nel resto del Paese è in atto un forte rallentamento dell'economia che, a causa dell'inflazione e del conseguente aumento dei tassi di interesse deciso dalla Bce, potrebbe spingerci verso un autunno pieno di insidie.
Il tasso di disoccupazione al Sud, soprattutto giovanile e femminile, rimane molto elevato, il livello di povertà ed esclusione sociale è preoccupante, il deficit infrastrutturale costituisce un ostacolo allo sviluppo e l'efficienza della Pubblica Amministrazione è tra le peggiori d'Europa. Tuttavia, i segnali in grado di dar corpo a una svolta ci sono e potrebbero consolidarsi se nei prossimi tre anni riusciremo a spendere bene tutte le risorse che il Pnrr ha destinato al Mezzogiorno.
Secondo la Cgia, tra il 2019 e il 2023 il nostro Paese ha registrato un livello di crescita nettamente superiore a quello registrato dai principali Paesi europei nostri competitor. Se dal confronto la crescita del Pil in Italia è aumentata del 2,1 per cento, in Francia si è attestata al +1,2 per cento, mentre in Germania è stata solo del +0,3 per cento. Anche il Regno Unito, sebbene non sia più in UE, può contare su un differenziale di crescita risibile pari al +0,1%.
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