Attualità

24 Gennaio 2024

Formazione e destagionalizzazione sono le sfide per il settore del gelato artigianale

Tre gli elementi chiave delle prospettive di sviluppo: diversificazione del prodotto, ampliamento dei margini e rafforzamento del know-how professionale


Formazione e destagionalizzazione sono le sfide per il settore del gelato artigianale

Quello del gelato artigianale è un settore dinamico, reattivo e in continuo cambiamento, pronto ad adattarsi a nuovi stili di vita e modelli di consumo. In Italia conta su poco meno di 40.000 tra bar-gelaterie, gelaterie-pasticcerie e gelaterie “pure”, impiega oltre 90.000 addetti per un fatturato complessivo che sfiora i 5 miliardi di euro.

Il comparto è in buona salute ma, al pari degli altri Pubblici Esercizi, si trova al centro di nuove dinamiche di sviluppo che spingono le imprese a un impegno continuo per tenere alto il livello della qualità e dell’innovazione di prodotto e di servizio. Secondo FIPE-Confcommercio, tra i principali trend c’è quello della destagionalizzazione, in costante crescita negli ultimi anni: sono ormai quasi il 40% le gelaterie artigianali aperte tutto l’anno, mentre oltre il 90% lavora per un periodo di almeno otto mesi. Gennaio si conferma il mese preferito per la chiusura (non alzano le saracinesche il 41% delle imprese), seguito da dicembre (28,3%) e novembre (25%).

Se il prolungamento della stagione, favorito anche dai cambiamenti climatici, rappresenta un’opportunità per le gelaterie, rimangono tante le sfide aperte. Su tutte quella dell’occupazione: in vista della riapertura di molte attività, nel trimestre gennaio-marzo le gelaterie avranno bisogno di 1.170 gelatieri e 6.700 addetti alla vendita al banco. Secondo una rilevazione Unioncamere-Excelsior, infatti, il 72,8% delle imprese rileva difficoltà di reperimento del personale, soprattutto per inadeguatezza dei candidati (63,8%).

A questo si aggiungono tre elementi chiave che caratterizzano le prospettive di sviluppo delle gelaterie artigianali: diversificazione del prodotto, ampliamento dei margini e rafforzamento del know-how professionale e manageriale. Proprio sulle competenze manageriali e sulla capacità di gestire le transizioni digitale e ambientale passa il futuro del settore.

«Dietro un semplice ma eccellente gelato c’è una lunga filiera produttiva fatta di macchine, attrezzature, arredamenti, materie prime, esercizi commerciali e, naturalmente, di maestranze qualificate. Una filiera che investe, esporta, fa ricerca e innovazione, crea ricchezza e occupazione. Insomma una filiera del gusto che è anzitutto un asset straordinario del sistema produttivo dell’Italia» commenta Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE-Confcommercio.

TAG: FIPE,GELATERIA,GELATO ARTIGIANALE,LINO ENRICO STOPPANI

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