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03 Aprile 2024Secondo Pierini, per affrontare patologie come sovrappeso, obesità e diabete occorrono approcci integrati e non una misura che colpisce un unico alimento
Mai entrata in vigore a causa di un susseguirsi di proroghe, la sugar tax è stata dichiarata legittima dalla sentenza n. 49 della Corte Costituzionale, che afferma come tale tassa possa compensare le maggiori spese per i danni alla salute.
La questione di legittimità era stata sollevata dalla Seconda Sezione del Tar del Lazio, che aveva censurato tale disciplina per violazione del principio di eguaglianza tributaria, in quanto la sugar tax – che salvo nuove proroghe entrerà in vigore il primo luglio prossimo – è destinata a colpire solo alcune bevande analcoliche fra cui succhi di frutta e di ortaggi e legumi, non fermentati, senza aggiunta di alcol, addizionati di zuccheri o di altri dolcificanti; nonché acque, comprese quelle minerali e gassate, con aggiunta di zucchero o di altri dolcificanti o di aromatizzanti ottenute con l’aggiunta di edulcoranti, di origine naturale o sintetica.
E non anche altri prodotti alimentari diversi dalle bevande contenenti le medesime sostanze. Una volta entrata in vigore sarà dovuta con un importo di 10 euro per ettolitro nel caso di prodotti finiti e di 0,25 euro per chilogrammo nel caso di prodotti predisposti a essere utilizzati previa diluizione.
«Siamo davvero stupiti dalla pronuncia della Consulta ma ancora di più dalle motivazioni che si basano su un razionale scientifico contestabile e, soprattutto, slegato dai consumi reali in Italia» commenta Giangiacomo Pierini, Presidente di Assobibe, associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche.
«Rimaniamo convinti che per affrontare patologie multifattoriali come sovrappeso, obesità e diabete occorrano approcci integrati e una misura che colpisce un unico alimento non può pagare e non modifica comportamenti non equilibrati. I Paesi agiscono con approcci diversi e in molti casi la sugar tax è stata introdotta per incentivare la riformulazione: noi l’abbiamo fatto senza bisogno di tasse arrivando a tagliare del 41% lo zucchero immesso a scaffale, anche attraverso azioni volontarie e protocolli siglati con il Ministero della Salute, e applicando rigide autolimitazioni nella vendita verso i consumatori più fragili come i bambini» conclude Pierini.
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