Attualità

13 Maggio 2022

Economia mondiale, si va verso la stagflazione?

La ripresa è fortemente condizionata dagli strascichi della pandemia e dalla guerra in Ucraina


Economia mondiale, si va verso la stagflazione?

Il Financial Times ed un recente articolo di Alessandro Cappelli su Linkiesta mettono al centro del dibattito il termine "stagflazione" che indica una particolare fase economica in cui sussistono l'aumento dei prezzi e la mancata crescita dell'economia

La situazione è comune in parecchi Paesi sparsi per il mondo, tuttavia per ora la maggior parte di analisti ed economisti non si aspetta una replica degli anni Settanta, caratterizzati da una crisi economica che colpì famiglie ed imprese, per varie ragioni: l’inflazione non è ancora così alta, oggi ci sono più banche centrali indipendenti, ed anche perché i sistemi di welfare oggi sono più forti che in passato. 

Ma questo confronto, seppur con qualche differenza, potrebbe avere ragione di esistere. Già prima dello scoppio della guerra in Ucraina i prezzi avevano raggiunto soglie critiche negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa. Poi la guerra ha esacerbato questi problemi: la Russia e l’Ucraina producono grandi quantità della fornitura globale di gas, petrolio, grano, fertilizzanti e altri materiali, spingendo al rialzo i prezzi dell’energia e dei generi alimentari, soprattutto in Europa.

Nonostante ciò, anche prima dell'invasione dell'Ucraina, molti economisti indicavano il 2022 come l'anno che avrebbe ridato ossigeno all'economia mondiale. Ci si aspettava che le aziende sarebbero tornate a pieno regime dopo il biennio funestato dal covid, e che i consumatori avrebbero spendere i risparmi accumulati per tutte quelle cose che non era stato possibile fare durante la pandemia. Il Financial Times descriveva questo roseo scenario come una sorta di nuovi "ruggenti anni Venti".

Poi è andato tutto in fumo. Attualmente la crescita economica globale media è prevista per uno 3,3% nel 2022, in calo rispetto al 4,1% previsto a gennaio, prima della guerra. L’inflazione globale è prevista al 6,2%, 2,25 punti in più rispetto alle previsioni di gennaio. Allo stesso tempo, quest’anno il Fondo Monetario Internazionale ha declassato le sue previsioni per 143 economie, che rappresentano l’86% del prodotto interno lordo globale.

«La recessione in Europa – afferma Kenneth Rogoff, ex capo economista del Fondo monetario internazionale e professore di economia e politiche pubbliche all’Università di Harvard – è quasi inevitabile se la guerra in Ucraina si intensifica e la Germania, che ha strenuamente resistito alle richieste di abbandonare petrolio e gas russi, cede. La Cina sta incontrando sempre più difficoltà a sostenere una crescita positiva di fronte ai draconiani blocchi del Covid-19: in effetti, è del tutto possibile che l’economia cinese sia già entrata in recessione. E con l’aumento dei prezzi al consumo negli Stati Uniti al ritmo più rapido degli ultimi 40 anni, le prospettive di un atterraggio morbido dei prezzi senza un forte impatto sulla crescita sembrano sempre più deboli».

TAG: FINANCIAL TIMES,GUERRA,INFLAZIONE,KENNETH ROGOFF,RINCARI,STAGFLAZIONE

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