Economia

29 Giugno 2022

Nord e Sud Italia, economie a due velocità

Il divario è ancora molto evidente, soprattutto per occupazione ed imprese


Nord e Sud Italia, economie a due velocità

Una recente nota dell'Ufficio Studi di Confcommercio evidenzia come nell'ultimo venticinquennio il Mezzogiorno sia cresciuto quasi cinque volte in meno della media nazionale ed abbia perso il 2% della popolazione.

A livello economico, è confermato ancora una volta il grande divario tra Nord e Sud: tra il 1996 e il 2019 il Pil reale del Mezzogiorno è cresciuto in termini cumulati solo del 3,4%, quasi cinque volte in meno rispetto alla media nazionale (15,3%) e quasi otto volte rispetto al Nord-Est (23,8%). In valore assoluto, nel 2022 il Pil pro capite al Sud è quasi la metà di quello del Nord: 20.900 euro contro i 38.600 euro del Nord-Ovest e i 37.400 euro del Nord-Est. 

Il meridione inoltre resta l'anello più debole della catena del calo demografico che sta colpendo ormai tutta la nazione. Nel 2022 la popolazione italiana si è ridotta di 824mila unità rispetto al 2019 ma il 60% solo nel Mezzogiorno (soprattutto in Molise, Calabria e Basilicata). Tra il 1996 e il 2019 quella del Nord è cresciuta del 9,3%, mentre quella del Sud è calata del 2%.

Così come fanno sapere da Confcommercio, «si tratta di una progressiva perdita di capitale umano che rischia di comprometterne le già difficili prospettive di crescita nel medio-lungo termine».

Per quanto riguarda l'occupazione, tra il 1996 e il 2019 la crescita media nazionale è stata del 6,5%, con ottimi risultati del Nord-Est (+13%) e nel Centro (+12,6%) contrapposti alla contrazione di quasi tre punti nel Mezzogiorno (-2,7%), con Calabria a -8,5% e Campania a -5,8%. Nel solo 2020 il calo degli occupati ha sfiorato i 2,5 milioni di unità e la crescita di circa 2 milioni attesa nel biennio 2021-22 non consentirà di recuperare i livelli del 2019.

A livello regionale, tra il 2019 e il 2022 il Nord e il Centro sono calati di oltre il 2%, mentre il Mezzogiorno ha evidenziato un lieve miglioramento, grazie anche alla ripresa dei flussi turistici.

Prendendo in esame ancora lo stesso arco temporale, anche la crescita dei consumi nel Meridione risulta essere molto contenuta rispetto ad altre aree nazionali (+14,6% nel Nord-Ovest, +12,3% nel Nord-Est, +12% al Centro). Solo il Molise (+18,9%) e la Basilicata (+18,3%) sono cresciute a ritmi in linea con il resto del Paese, mentre regioni come Campania (-0,2%) e Puglia (+2,1%), hanno evidenziato molte difficoltà.

In valore assoluto, nel 2022 i consumi pro capite al Sud sono pari a 15.100 euro contro gli oltre 21mila euro del Nord e i 19.800 euro del Centro.

In ultima analisi, lo stato delle imprese: nonostante nel corso del 2021 si sia registrata una leggera ripresa (+6,5%), la natalità delle imprese al sud resta inferiore ai livelli del 2019 (+6,9%). Il Nord-Est è l’area con il più basso tasso di natalità (+5,9%), mentre il Nord-Ovest, trainato dalla Lombardia, è quella più dinamica (+6,8%).

In testa alla classifica si piazza il Lazio (+7,5%), mentre “fanalino di coda” è la Basilicata con l'appena +5,2%.

TAG: INFLAZIONE,LAVORO,OCCUPAZIONE,OSSERVATORIO CONFIMPRESE,RICERCHE,STATISTICHE

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