Attualità
26 Settembre 202290.000 imprese italiane potrebbero abbassare definitivamente la saracinesca nel corso dei prossimi 12 mesi
Nel corso del prossimo anno le piccole imprese di turismo e terziario dovranno pagare una maxi-bolletta da 11 miliardi di euro, circa 8 miliardi in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Si corre il rischio di veder crollare circa 90.000 attività.
A lanciare l'allarme è Confesercenti che, sulla base delle tariffe attuali di luce e gas, ha calcolato l'aggravio dei costi che dovranno sostenere le imprese con meno di 20 dipendenti che operano nel turismo e negli altri comparti del terziario, dal commercio ai servizi.
La bolletta più salata, secondo Confesecenti, sarà quella destinata alle imprese del comparto della ristorazione che dovranno spendere quasi 2 miliardi di euro in più (+1.944 milioni), mentre per i bar e le altre attività senza cucina l'aggravio sarebbe di poco più di un miliardo di euro (+1.045 milioni).
Rilevante anche l'impatto sulla ricettività alberghiera: per hotel, pensioni e alberghi di piccole dimensioni l'esborso aggiuntivo sarò di oltre 1,5 miliardi di euro (+1.575 milioni). Per i negozi di vicinato, invece, il caro-bollette costerà 912 milioni di euro in più mentre l'aumento di spesa per i distributori carburanti italiani sarà di 436 milioni di euro in dodici mesi.
«Senza sostegni, il sistema delle piccole imprese rimarrà inesorabilmente schiacciato dall'aumento di costi. Il governo in carica agisca utilizzando tutti i poteri di cui dispone», afferma Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti.
«Servono interventi mirati per le attività di minori dimensioni. Fino ad ora si è intervenuto soprattutto a favore delle imprese medio-grandi: il credito di imposta, ad esempio, è destinato solo ad utenze sopra i 16,5 kW di potenza. Occorre, invece, ampliarlo ed estenderlo anche alle piccole, prorogando gli interventi di sostegno almeno fino al 31 dicembre 2022; ma servono anche rateazioni lunghe per attutire lo shock. Al tempo stesso, bisogna spingere l'acceleratore sulla diversificazione delle fonti e favorire, a partire dalla leva fiscale, anche consorzi d'acquisto e produzione di energia pulita» conclude.
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