Spirits

13 Dicembre 2023

Cresce il consumo nel fuori casa di grappa, soprattutto quella premium

Nuccio Caffo: «C’è sete di esperienza, che si traduce anche nella predilezione di referenze invecchiate»


Cresce il consumo nel fuori casa di grappa, soprattutto quella premium

Il 30% della popolazione italiana, tra i 18 e i 65 anni, consuma grappa. Di questi, il 46% preferisce berla fuori casa o al ristorante (30%), così come al bar o al pub (16%).

I dati emergono da una recente indagine di Nomisma per Assodistil che mostra come gli italiani preferiscano bere il distillato in compagnia (88%) e in particolare con gli amici (49%). Il 35%, inoltre, sarebbe interessato a sperimentare cocktail a base di grappa.

Nuccio Caffo, Presidente del Consorzio Nazionale di Tutela della GrappaNuccio Caffo, Presidente del Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa

«Lo spostamento del consumo di grappa dal domestico al fuori casa si sta affermando con decisione» commenta Nuccio Caffo, Presidente del Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa. «A generare tale tendenza è principalmente l’interesse crescente verso l’offerta premium, perché la qualità è diventata imprescindibile e tale trend emerge in modo evidente nei bar e ristoranti. Non si beve più grappa tanto per bere, ma l’avventore chiede il prodotto migliore presente in bottigliera. C’è sete di esperienza, che si traduce anche nella predilezione di referenze invecchiate».

Ottimi anche i risultati sul fronte export: in Germania le esportazioni del distillato valgono il 54% del market share totale. Performance interessanti interessano pure gli Stati Uniti con una crescita in valore (2022/2019) pari al + 39% e dal Giappone che realizza un +40% nello stesso periodo temporale.

«Le distillerie italiane sono sempre più vocate ai mercati internazionali: dal 2019 al 2022 le esportazioni di grappa sono cresciute del +32% raggiungendo i 60 milioni di euro» spiega a tal proposito Emanuele Di Faustino, Head of Industry & Retail di Nomisma.

«Nonostante il calo dell’export registrato nei primi sette mesi del 2023, al -23% e da ricondurre alla morsa dell’inflazione e al rallentamento economico che ha colpito gran parte dei mercati di export,  le opportunità per un’ulteriore crescita delle vendite di grappa oltre confine non mancano. In tale scenario saranno fondamentali le attività di promozione per far conoscere la grappa in giro per il mondo, fra tutte le degustazioni presso il canale Horeca».

TAG: EMANUELE DI FAUSTINO,ESPORTAZIONI,GRAPPA,NOMISMA,NUCCIO CAFFO,TENDENZE

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

03/04/2025

Dall’esperienza e dalla passione per la mela del Consorzio Ortofrutticolo di Belfiore nasce la linea di succhi CENTOperCENTO, un concetto di prodotto dove...

03/04/2025

Il grave errore nella comunicazione del nuovo Codice della Strada che ha portato a un calo considerevole dei consumi fuori casa nel primo trimestre 2025, il ...

01/04/2025

Acqua Minerale San Benedetto conferma anche quest’anno la propria presenza a Vinitaly (padiglione 4, stand B7), la fiera internazionale di riferimento per il settore vinicolo, in programma dal 6 al...

01/04/2025

Maniva gioca la carta del design e rinnova la propria immagine nel formato da litro. Si chiama Vintage Maniva la nuova bottiglia proposta al canale Horeca dall’azienda produttrice di acque minerali...



Quine srl
Direzione, amministrazione, redazione, pubblicità

Via Spadolini 7 - 20141 Milano
Tel. +39 02 864105 | Fax +39 02 72016740 | P.I.: 13002100157
Copyright 2025 - Tutti i diritti riservati - Responsabile della Protezione dei Dati: dpo@lswr.it

Top