Vino
21 Giugno 2024Per Frescobaldi, non bisogna abbandonare gli investimenti strategici in promozione, innovazione e ristrutturazione dei vigneti
Si chiude in positivo l’export di vino italiano nel primo trimestre del 2024, in controtendenza rispetto alla generale dinamica negativa del made in Italy rilevata da Istat. Il saldo tendenziale indica un +3,1% nei volumi esportati (+3,9% i valori, a 1,84 miliardi di euro) dalle imprese enologiche del Belpaese, a fronte dei competitor francesi che si fermano invece a -0,2%. Ma, secondo le elaborazioni dell’Osservatorio di Unione Italiana Vini (Uiv) su base Istat, il quadro del mercato presenta ancora aree di incertezza.
In particolare, dopo un ottimo avvio nel nuovo anno e un bimestre chiuso con un +8,3% di bottiglie spedite all’estero, nel mese di marzo si è registrata un’inversione di tendenza con un gap del 4% per effetto soprattutto di cali in doppia cifra di Germania, Regno Unito, Svizzera e Francia. Se tutte le tipologie segnano saldi valoriali positivi – con gli spumanti a +7,3% da gennaio, i fermi imbottigliati a +2.7% e i frizzanti a +12,2% -, i prezzi medi (a eccezione di sfusi e mosti) perdono comunque smalto, segno che il mercato non è disposto a pagare di più per compensare un’ultima annata decisamente leggera sul piano produttivo.
L’incremento dei volumi esportati – secondo l’analisi Uiv – è infine da attribuire interamente all’exploit degli ordini della Federazione Russa, senza il quale la crescita sarebbe piatta. Tra le note positive, in questo ping-pong di luci e ombre, c’è senz’altro il ritorno al segno positivo per i rossi Dop imbottigliati (+2,8% valore, a 459 milioni di euro), l’incremento in doppia cifra dei bianchi Igp (+12,7%), e la corsa di Prosecco (+7,8%) e Asti Docg (+7,5%) tra gli spumanti.
«Il contesto congiunturale impone ancora la massima attenzione: riteniamo che in questa fase molto fluida sia di particolare importanza per le imprese continuare a monitorare i mercati ma anche vigilare sui listini, perché l’obiettivo di lungo periodo resta quello di migliorare il posizionamento del vino made in Italy» ha detto Lamberto Frescobaldi, Presidente di Unione Italiana Vini, sottolineando come oggi sia quindi necessario non abbandonare la strada degli investimenti strategici in promozione, innovazione e ristrutturazione dei vigneti.
Nel frattempo prosegue la divaricazione tra i risultati 2024 relativi alla domanda Ue (-0,6% a valore) ed extra-Ue (+7%), con una leggera crescita (1,3% a valore) nei top 5 mercati, che assieme valgono il 59% dell’export. Stati Uniti a +2,2%, Germania -2,7%, Regno Unito +7,8%, Svizzera a -7,8% e Canada a +8,9%. La Russia, grazie a +142,6%, balza al sesto posto superando Francia e Giappone. Ma il dato è destinato a normalizzarsi, perché condizionato da un previsto sensibile aumento delle accise – in vigore da maggio scorso– e conseguente corsa anticipata alle scorte.
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